POWERSol® | Impianti di spegnimento ad Aerosol. Criteri di progettazione ed esempi applicativi.
Per chi se lo fosse perso, riportiamo qui la registrazione video del primo Webinar POWERSol® tenuto il 9 luglio 2020. Si è parlato di:
- Criteri di progettazione per impianti ad aerosol;
- Consigli e raccomandazioni per la corretta posa;
- Esempio applicativo su un archivio cartaceo.
In fondo all’articolo si trova infine la sezione Domanda e Risposta riferite al suddetto webinar e la presentazione in formato PDF.
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| Domanda | Risposta |
|---|---|
| Un impianto aerosol può ricevere il segnale di un impianto di rivelazione incendi esistente a servizio dei locali? o deve comunque essere previsto anche un nuovo impianti di rivelazione incendi? | Sì, è possibile utilizzare un impianto di rivelazione incendi esistente a certe condizioni: – L’impianto deve possedere una Centrale di rivelazione e spegnimento incendi certificata EN 12094-1; – L’impianto deve essere configurato correttamente per la scarica dell’estinguente, in riferimento al criterio del doppio consenso; |
| Ci sono, al pari degli impianti sprinkler, prescrizioni della normativa tecnica vigente tese a proteggere volumi nascosti, a prescindere dalle loro condizioni di tenuta? ad esempio per dimensioni superiori ad una certa soglia, presenza di consistenti infrastrutture elettriche, ecc. | No, La norma UNI EN 15276 non dà indicazioni prescrittive in merito agli spazi nascosti e lascia al progettista l’onere della valutazione del rischio incendio in tali volumi nascosti. Eventualmente, a nostro parere, possiamo prendere come riferimento le indicazioni date dalla norma sugli impianti sprinkler UNI EN 12845 al capitolo 5.4. |
| Una centralina quanti ambienti/compartimenti può gestire? | La centralina può gestire un numero di compartimenti pari al suo numero di “Zone di Spegnimento”. Esistono centrali con 1 zona di spegnimento, con 2 zone, 4 zone, ecc. |
| Qual è il volume massimo che si può proteggere? Sono preferibili locali ad uso civile, tipo archivi, biblioteche? | Non esiste una limitazione volumetrica per il prodotto. È solo l’altezza del locale da proteggere che esercita una limitazione; in particolare è possibile proteggere locali con altezza inferiore a circa 10m. L’aerosol non è per uso esclusivamente civile, ma è valido anche per usi industriali e militari. Alcune tipiche installazioni di questo tipo sono magazzini, locali trasformatori e cabine elettriche. |
| Dalla norma uni: quale è il significato dell’interruttore di isolamento e del dispositivo di prolungamento dell’emergenza? | Nella norma UNI i due termini sembrano praticamente sinonimi, a parte il fatto che l’interruttore di isolamento sembra richiedere in più un azionamento a chiave/bimodale e un’indicazione del suo stato di attivazione. A nostro parere, i due termini derivano da una trasposizione dalla norma UNI EN 15004-1 sui gas estinguenti di “dispositivo di blocco (lock-off device)” e “interruttore automatico/manuale (Automatic/manual switch)” che, nel corso delle varie versioni della norma sugli aerosol, sono stati via via modificati, hanno avuto un evoluzione e sono divenuti nell’ultima versione della norma aerosol UNI EN 15276-2, rispettivamente “interruttore di isolamento del sistema” e “dispositivo di prolungamento dell’emergenza”. Quindi, il dispositivo di prolungamento di emergenza è inteso come quell’interruttore che, se attivato, impedisce l’attuazione del sistema. Proprio qui si è persa la dicitura che faceva intendere che questi impediva sì l’attuazione del sistema, ma solo quella automatica, non quella manuale che comunque rimaneva valida. L’interruttore di isolamento del sistema, invece, è quell’interruttore, protetto dall’uso non autorizzato (azionato da chiave), sorvegliato elettricamente (fornisce un’indicazione circa l’isolamento del sistema) e che impedisce sempre l’attuazione del sistema. |
| Quale è la documentazione necessaria da presentare ai vigili del fuoco per la SCIA antincendio? | La casistica riguardo la documentazione da presentare per la SCIA è assai varia. Per la parte relativa all’impianto ad aerosol, comunque, sicuramente sarà necessaria una Dichiarazione di Conformità Impianti (D.M. 37/08) rilasciata dall’installatore a cui saranno allegati Rapporti di prova e Dichiarazione di Conformità relativa ai prodotti forniti, nonché le Schede Tecniche e i Manuali d’uso e manutenzione degli stessi. |
| In caso di aperture non chiudibili come posso calcolare il quantitativo in massa di aerosol da aggiungere? | Noi, così come la maggior parte dei produttori, facciamo riferimento alle indicazioni presenti nella norma tecnica russa GOST che fornisce, in funzione dell’area di apertura presente nella parte superiore della camera e nella parte inferiore, un coefficiente compensativo. Tuttavia, nel caso in cui non ci si voglia addentrare in normative estere a cui si è poco soliti affacciarsi, restiamo a disposizione per un qualsiasi consulto gratuito. |
| Qualora il controsoffitto o il pavimento sopraelevato siano sede di passaggio di impianti tali volumi debbono essere necessariamente protetti? | La norma UNI EN 15276 non dà indicazioni in merito e lascia la progettista l’onere della valutazione del rischio incendio in tali volumi nascosti. Eventualmente, a nostro parere, possiamo prendere come riferimento le indicazioni date dalla norma sugli impianti sprinkler UNI EN 12845 al capitolo 5.4 che impongono la protezione di spazi nascosti (controsoffitti, pavimenti sopraelevati) se di altezza maggiore di 0,80 m oppure se contengono materiali combustibili o sono costruiti in materiali combustibili (sono consentiti comunque cavi elettrici monofase con tensione minore di 250V e massimo 15 cavi per ogni via di cavi). Rimane valida comunque la necessità di estendere la protezione a tali spazi se non è garantito il confinamento dell’aerosol all’interno del volume protetto, come nell’esempio applicativo presentato nel webinar. |
| Il sistema è efficace anche in archivi cartacei con scaffalature compattabili? | Le scaffalature compattabili rappresentano una criticità per molti sistemi estinguenti, poiché, quando chiuse, “schermano” il materiale combustibile librario. L’installazione nei locali di un sistema di spegnimento automatico ad aerosol, così come di un sistema a gas o ad acqua, consente comunque di esercitare quantomeno un’azione di controllo sull’incendio che potrebbe svilupparsi, limitando i danni, e permettendo poi l’intervento del personale dei VVF per l’estinzione manuale. Altre soluzioni alternative al problema sono le scaffalature compattabili ignifughe oppure le scaffalature con impianto integrato ad estinguente chimico. |
| Esistono dei riferimenti per i tempi di estinzione completa dell’incendio dal momento della scarica? | Per il tempo di estinzione completa dell’incendio possiamo prendere come riferimento quello definito in appendice A dalla UNI EN 15276-1 come “periodo di immersione”. Tale periodo di immersione è il tempo richiesto al sistema di estinzione aerosol per spegnere tutte le fiamme visibili ed evitarne la riaccensione durante i vari test di spegnimento ed è indicato come 30s per gli incendi di Classe B e 10min per gli incendi di Classe A. A livello progettuale, comunque, è più corretto fare riferimento al “tempo di permanenza” indicato in UNI EN 15276-2 ossia periodo di tempo sufficiente a permettere un’azione di emergenza efficace. Il tempo di permanenza non deve essere minore di 10 min, se non diversamente specificato. |
| Come si pulisce l’ambiente e i materiali in esso contenuti dopo la scarica? | L’aerosol di deposita in ambiente sottoforma di sottilissimo strato di particelle ed è importante agire prima che possa assorbire l’umidità dell’aria per evitare l’eccessiva agglomerazione delle particelle. Il particolato può essere eliminato in modo efficace con un normale panno per pulizie domestiche, sia a secco che a umido, o direttamente tramite lavaggio con acqua. Si possono ottenere risultati discreti anche con mezzi ad aspirazione/soffiatura. In alcuni punti, come nelle vicinanze dei generatori o dove non si siano rispettate le distanze libere da ostacoli, potrebbero verificarsi delle aggregazioni di particelle di dimensioni maggiori. |
| È possibile avere un benchmark economico con altri sistemi estinguenti? | Certo. Per prima cosa possiamo dare un ordine di grandezza, ossia che il costo di un impianto ad aerosol è generalmente il 40-45% del costo di un impianto a gas. In altre parole si ottiene un risparmio del 55-60%. Qui in basso 3 esempi numerici su casi reali, con in ascissa il costo dell’impianto in Euro.![]() |
| In premessa si è parlato di economicità del sistema. È possibile avere un confronto a parità di locale tra il costo di un impianto ad aerosol ed uno a gas inerte usualmente utilizzato? | Certo. Per prima cosa possiamo indicare un ordine di grandezza, ossia che il costo di un impianto ad aerosol è generalmente il 40-45% del costo di un impianto a gas. In altre parole si ottiene un risparmio del 55-60%. (Vedi grafici sopra) |
| C’è un periodo di scadenza della polvere estinguente? | Il generatore, in realtà, non contiene polvere estinguente, ma possiede piuttosto un composto solido detto “compound”, che a differenza degli estintori non è mantenuto in pressione all’interno dell’involucro metallico. L’aerosol, ossia la miscela di particelle e gas, viene prodotto solo nel momento dell’attivazione del generatore per decomposizione di questo compound. Il generatore di aerosol nel complesso ha comunque una vita utile di 10 anni. |
| La vita nominale del sistema è di 10 anni? Dopo che si deve fare? | Esatto, il sistema è garantito almeno 10 anni, trascorsi i quali essere prevista la sostituzione dei generatori di aerosol. |
| Cambiando la marca dei generatori che succede con la dichiarazione di conformità? | Riguardo la Dichiarazione di Conformità ai sensi del DM 37/08, effettuando una sostituzione dei generatori, configurabile quindi come manutenzione straordinaria, indipendentemente dal fatto che si cambia marca o meno, sarà necessario redarre una nuova Dichiarazione di Conformità. Si dovrà comunque verificare che il numero di generatori di nuova marca da installare sia adeguato, e che il comando elettrico sia adeguato. |
| Impianto esistente e certificato. Dopo 10 anni si mette a gara la sostituzione dei generatori. La ditta che vince propone generatori di marca diversa. È possibile installarli? | Ogni caso è un caso a sé stante. È possibile che i nuovi generatori siano certificati come funzionamento solo se abbinati ad una specifica centralina o unità di comando, oppure che sia necessario installare un numero diverso di generatori della nuova marca, in eccesso o in difetto, per conservare le stesse condizioni di sicurezza, oppure che sia necessario modificare alcuni collegamenti elettrici. Ovviamente sarà poi necessario compilare una nuova Dichiarazione di conformità allegando le specifiche del nuovo prodotto installato. |
| Qual è la massima altezza del locale da proteggere? E nel caso di un magazzino autoportante di 25 m bisogna fare più livelli di generatori? | La massima altezza proteggibile con aerosol è circa 10m. Oltre tale altezza diventa infatti difficile confrontarsi con la propensione dell’aerosol a rimanere in sospensione, essendo questo più leggero dell’aria, anche utilizzando un’installazione su più livelli. Per un magazzino di 25m, a parer nostro, è assolutamente da evitare l’utilizzo di un estinguente aerosol, ed è piuttosto preferibile orientarsi su un estinguente “più pesante” come sprinkler o polvere, ad esempio. |
| È omologato/utilizzabile per fuochi di classe F -cucina? | No, al momento POWERSol® non ha un’omologazione per fuochi di classe F, ossia incendi di oli e grassi vegetali o animali. |
| Che velocità di scarica hanno i generatori? | Non abbiamo mai misurato la “velocità di scarica”. Il flusso di aerosol ha comunque una certa velocità e turbolenza sufficiente a spostare oggetti leggeri come fogli di carta, apparecchi di illuminazione, elementi del controsoffitto. Restando fedele alla risposta data durante il webinar, invece, per quanto riguarda il tempo di scarica del generatore esso varia da 20 a 90 secondi circa, in funzione della dimensione dell’erogatore. |
| Che periodo di scadenza hanno i generatori? Alla scadenza cosa deve essere sostituito? | I generatori hanno vita utile di 10 anni. Alla scadenza devono essere sostituiti tutti i generatori del sistema con dei nuovi generatori. |


